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DOROTHY PARKER

quando l'ironia diventa arte della scrittura

New Jersey, 1893 - New York, 1967

      Qualcuno disse di lei che la sua vita fu un disastro e il suo talento lo sperperò come una persona troppo ricca e irresponsabile sperpera il suo patrimonio; qualcun altro invece che da donna partorì il suo talento con lo stesso dolore con cui un uomo partorirebbe un bambino. Dorothy Parker, nata Dorothy Rotschild nel New Jersey il 22 agosto 1893, aveva grandi occhi da gazzella, occhiali da miope portati di nascosto, era piccola e minuta.

        “Aveva il dono di trovare qualcosa di cui ridere nelle tragedie più amare degli animali umani”, disse di lei Somerset Maugham. Dotata di sarcasmo naturale, lo affinerà nel mondo del giornalismo che in quegli anni era soprattutto il mondo delle riviste che lanciavano la Nuova Moda e il Nuovo Stile di Vita, spregiudicato, aristocratico, snob e sofisticato. Giornalista e scrittrice, in vita conosce la popolarità soprattutto grazie alle sue battute che le guadagnano la fama di essere la donna più spiritosa di New York. In sua presenza la gente non esce dalla stanza perché ha paura di quello che potrebbe dire di loro. Fu una protagonista della New York degli anni ‘20 raccontata da Fitzgerald: tanto alcool, fasto, sperpero, grandi feste, charleston e sparatorie.

     Un’adolescenza ricca, educazione raffinata, un codice severo di modi e maniere. Dorothy è una studentessa brillante ma non molto ben vista dalle suore proprio a causa del feroce senso dell’umorismo che allena fin da bambina. Una volta, a scuola, le fu chiesto di spiegare cosa fosse l’Immacolata Concezione. Rispose “un caso di combustione spontanea”. Fin da piccola si sottrasse alle regole che vietavano di andare al cinema, fumare, incontrarsi segretamente con i ragazzi, e mangiare dolci fuori pasto. Diplomata, Dorothy si impegnò a diventare una Donna Nuova. Andò a vivere da sola, inserendosi subito nel mondo delle riviste. Scrisse regolarmente per "Vogue", "Vanity Fair", “Life" e "The New Yorker". Il suo primo lavoro è nella redazione di “Vogue” dove guadagna dieci dollari a settimana scrivendo didascalie piene di inventiva: in una riga ci dovevano essere la maggior quantità possibile di immagini e di idee. La Parker, già bravissima a scegliere i termini “giusti”, affina le sue qualità naturali grazie a questo lavoro. Più tardi sarebbe diventata famosa come una donna capace di distruggere una cattiva commedia o far deflagrare un ego grazie ad una sola, accurata parola.

     Dopo un anno le viene chiesto di far parte della redazione di “Vanity Fair”, che a quel tempo era più che un semplice giornale di moda, era l’arbitro di eleganza della nazione. È “Vanity Fair” che fa conoscere ai suoi lettori pittori e scrittori d’avanguardia come Picasso, Matisse, Gertrude Stein, D. H. Lawrence e T. S. Eliot ed è anche il primo magazine a riconoscere gli artisti americani neri. Chiederle di far parte della redazione era un complimento. Le si stava dicendo che era un membro effettivo dell’élite intellettuale della nazione, quell’élite che stava creando un nuovo, sfrontato Stile di Vita. Dorothy a soli ventiquattro anni aveva dimostrato di aderire alle regole del momento, era “smart”, cioè spiritosa, furba, piena di brio e di malizia, ma soprattutto non era “ordinaria” (cioè rozza e volgare), né comune (cioè banale e conformista), due difetti imperdonabili per quei tempi. Nel 1919 “Vanity Fair” assegna alla Parker una rubrica di critica teatrale, un incarico che però dura un solo anno. Nel ‘21 partecipa alle manifestazioni per i due anarchici italiani Sacco e Vanzetti.  

      Dalle nove di sera in poi era possibile trovarla all’hotel Algonquin (che ancora oggi continua a godere della notorietà guadagnata allora). L’albergo era situato nella zona dei teatri e perciò frequentato da attori e attrici. Dorothy si incontrava con giovani recensori, critici, giornalisti: molti di loro erano personaggi in ascesa. In comune avevano una predisposizione immediata per tutto quello che era o sembrava divertente. Gli piaceva pensarsi come Cavalieri di una Tavola Rotonda, e il manager dell’albergo gliene procurò una. Si chiamavano solo per cognome, un vezzo un po’ snob che tuttavia dava l’idea di quanto poco in realtà sapessero gli uni degli altri. Dorothy più tardi disse amaramente di quegli incontri: “La gente li ha romanticizzati. Non erano giganti. Pensate a quelli che stavano scrivendo a quei tempi: Lardner, Fitzgerald, Faulkner, Hemingway. Quelli sì che erano i veri giganti. La Tavola Rotonda dell’Algonquin non era che un gruppo di persone che si raccontavano barzellette ripetendosi che erano molto belle. Era il momento terribile della battuta, sicché non era necessario che dicessero cose vere... Quella gente della Tavola Rotonda non sapeva un accidente. Credeva che fossimo degli scemi perché andavamo a fare le dimostrazioni per Sacco e Vanzetti”

     A quel gruppo non appartenne nessun grande scrittore o artista, a parte la Parker. È qui che Dorothy conosce Edwin Pond Parker, suo primo marito. Dirà di lui: “L’ho sposato solo per cambiare nome”. Stanno insieme due settimane poi lui parte per la guerra. Al suo ritorno, dopo quattro anni, Dorothy si ritrova davanti uno sconosciuto. Divorzieranno, ma lei continuerà ad usare il cognome del marito che le piace più del suo.

     Esce la sua prima raccolta di poesie ,“Enough Rope”, che diventa un best-seller. Nel 1923, dopo aver abortito, tenta di suicidarsi. È da quel momento che comincia a bere e fumare troppo ed a usare il profumo di tuberosa: lo stesso usato dagli imbalsamatori per nascondere l’odore dei cadaveri. Vengono pubblicate due sue autobiografie che consegnano in pasto al pubblico i suoi amanti, gli aborti, i tentativi di suicidio, i debiti, il suo amore per i cani e i boa di struzzo. “Nessuno sapeva bene che cosa in realtà accadesse a quella minuscola donna terribile quando si ritirava in squallide camere arredate soltanto da un tavolo e di un letto, in compagnia di uno o due cani, con una macchina da scrivere che nessuno vide mai senza che fosse nascosta da un asciugamano, in una cucina sempre vuota dove mangiava la pancetta cruda piuttosto che tirar fuori un padellino per scaldarsela”, scrive di lei l’americanista Fernanda Pivano.

      Quando Dorothy lascia “Vanity Fair”, passa a far parte di quel manipolo di scrittori che contribuirono a dare una fisionomia a “The New Yorker”. I suoi racconti brevi vennero pubblicati sul giornale irregolarmente dal ‘26 fino al ‘55. Almeno per quel periodo Dorothy si sentì esentata dal produrre battute come quelle a proposito dell’attore cow-boy Tom Mix: “Dicono di lui che cavalca come se fosse una parte del cavallo ma non hanno mai specificato quale”. Il suo secondo marito è l’attore e scrittore bisessuale Alan Campbell. Vanno insieme a Hollywood e li, insieme, scrivono commedie. La loro storia sarà un lasciarsi e riprendersi continuo fino alla morte di lui nel ‘63.

      Nel ‘30 riceve il premio O’ Henry per il racconto “Big Blonde”: la storia di una donna che rimane prigioniera del suo atteggiamento allegro e spensierato e che in realtà è una creatura insicura, disperata e solitaria: quasi una sorta di autobiografia. Quando Dorothy ritorna a New York ricomincia a bere. Nel ‘35 si getta in politica legandosi ai radicali. Nel ‘37 va in Spagna come corrispondente di guerra. I suoi articoli descrivono le azioni Lealiste (sostenute dai sindacati, dai comunisti e dall’Unione Sovietica) e non quelle della Falange (appoggiate dall’Italia fascista, dalla Germania nazista, dall’esercito e dai latifondisti). Dorothy si era pubblicamente dichiarata comunista e quando si formano i vari comitati e sottocomitati di investigazione per le attività antiamericane si ritrova, insieme ad altre trecento persone, in una lista di “sospetti comunisti”. Viene condannata.

      Oramai i produttori la boicottano, non riesce più a lavorare. Vive in una squallida stanza d’albergo e riceve il sussidio di disoccupazione dei poveri. Viene ricoverata in ospedale, la sua amica Lilian Hellman riceve una telefonata in cui le si chiede di saldare il conto. Dorothy due giorni prima aveva ricevuto un assegno di diecimila dollari. L’amica gli chiede dove sono finiti e lei risponde di non saperlo. “E sul serio non lo sapeva, diceva la verità. Voleva essere senza denaro, voleva dimenticare di averne. L’assegno fu trovato nel cassetto della sua scrivania assieme ad altri tre. Dopo la sua morte trovai quattro assegni non incassati di sette anni prima. Non ha mai avuto molto, ma di quello che aveva non si curava affatto”.

      Nel ‘67, quattro anni dopo la morte del suo secondo marito, quasi cieca, sola, schiantata dalla persecuzione politica, muore alcolizzata nella camera di un piccolo albergo. Nel testamento aveva designato suo unico erede Martin Luther King che verrà ucciso un anno dopo. 

 (Bianca Medaccia)

MADONNA

 

OVVERO "COME TENERE LE REDINI DEL PROPRIO TALENTO E DELLA PROPRIA VITA"

 

Bay City, Michigan (USA), 16 agosto 1958 

 

     Madonna Louise Veronica Ciccone nacque il 16 agosto 1958 

 

a Bay City, una piccola cittadina americana nel Michigan, nei pressi di Detroit. Madonna è la terza degli otto figli (quattro maschi e quattro femmine) di Silvio Ciccone e di Madonna Fortin. Il padre Silvio è originario di Pacentro, piccolo centro abruzzese a soli 10 km da Sulmona, nella provincia dell'Aquila, mentre la madre, con la quale la piccola ha uno splendido rapporto, appartiene ad una famiglia di origine francese. All'età di soli 6 anni Madonna rimane orfana della madre a causa di un tumore al seno, allora male incurabile. Frequenta scuole cattoliche, ma il suo rapporto con le suore è difficile. Dopo il Diploma, grazie ad una borsa di studio continua gli studi presso il Dance Departement dell'Universìtà dei Michigan. Qui studia con Christopher Fiynn, figura carismatica e molto importante per la vita della giovane Ciccone, nonché il suo primo insegnante di ballo. Fiynn si rivelerà un personaggio indispensabile della vita di Madonna: furono le sue insistenze ad incoraggiare Madonna a lasciare il Michigan alla volta di New York.

 

      Madonna parte per New York con i "famosi" 37 dollari in tasca e tanta voglia di emergere. Nella Grande Mela entra a far parte della prestigiosa Alley Dance Troup e impara a suonare la chitarra, la batteria e l'organo e a comporre musica. Costretta a posare nuda per sbarcare il lunario, forma vari gruppi come i "Breackfast Club"", i "Madonna", i "Modern Dance" e "The Milionaires". Nessuna di queste bands raggiunge il successo sperato, è grazie all'intraprendenza della ragazza che finalmente un produttore si offre di pagare le spese per la registrazione di un nastro demo. Esce così il suo primo album: "Madonna" nel 1983, che la lancia a livello internazionale.  Madonna fa moda: magliette strappate, scarpe colorate e calze al ginocchio, il tutto adornato da crocefissi e altri "accessori" religiosi.

 

     E' nel 1984 che, sulla scia del successo, Madonna partecipa alla sua prima vera esperienza cinematografica con "Cercasi Susan disperatamente", accanto a Rosanna Acquette e Aidan Quinn, incidendo il brano "Into the groove", scritto insieme a Steve Bray, una delle figure a lei piu' vicine dai tempi dell'Università. Il brano inciso per il film di Susan Seilman avra' così tanto successo da convincere Madonna ad inserirlo nel suo secondo album, "Like a virgin". Questo e' l'album della consacrazione, oltre a vendere oltre 10 milioni di copie, piazza nelle classifiche un singolo dietro l'altro: "Like a virgin", la canzone-scandalo, il simbolo della liberta' sessuale delle donne, il cui video ritrae Madonna in abito da sposa nel magnifico scenario di Venezia, "Materia girl", "Dress you up" e "Angel"

 

     Nel 1985 parte per il suo primo tour negli Stati Uniti e in Canada: il "Virgin Tour", in cui Madonna sfoggia una serie di look che entrarono subito a far parte delle nuove tendenze. Esplode la "Madonnamania": milioni e milioni di ragazze imitano questo look stravagante e gli atteggiamenti maliziosi e provocanti mostrati dalla star. Durante le riprese dei video di Material girl, conosce l'attore Sean Penn e scoppia l'amore che li portera' alle nozze il giorno del suo compleanno, il 16 agosto, a Malibu'. Nel 1986, dopo essersi trasformata nella Marylin Monroe degli anni Ottanta, recita con il marito Sean Penn nel film "Shanghai Surprise", che sara' un clamoroso flop ai botteghini. Per allontanare questo insuccesso Madonna si impegna alla registrazione dei nuovo album "True blue", incidendo, tra le altre, "Live to tell", tema realizzato per il "At close range" ("A distanza ravvicinata") che vede protagonista il marito Sean. L'album è un successo planetario avendo venduto oltre 20 milioni di copie in tutto il mondo, vincendo svariati premi. 

 

      Il 1987 e' l'anno di "Who's that girl", per cui Madonna diventa Nikki, la ragazza punk di questo film che si rivelera' una discussa prova cinematografica. Nel giugno dello stesso anno parte alla volta del suo primo e maestoso tour mondiale: il "Who's That Girl Word Tour", riscuotendo grande successo in tutto il mondo e soprattutto in Italia, sua terra di origine, dove incontra per la prima volta i parenti di Pacentro. Mentre la vita artistica va a gonfie vele, quella privata non è delle migliori, tanto che si arriva al divorzio da Sen Penn. Accantonato il matrimonio burrascoso con l'attore, Madonna torna ad occuparsi della sua carriera artistica, debuttando in teatro con una commedia teatrale di David Mamet, "Speed The Plow", una produzione di David Rabe's Goose e Tom-Tom, ma questa volta il successo non arriva.

 

     Il 1989 e' l'anno della grande svolta. Nel marzo esce l'album "Like a prayer" considerato da molti critici musicali come "l'album pop che più degli altri si avvicina all'arte". Nuovo album, nuovo look, grande successo, ma tantissime le polemiche causate soprattutto dai suoi atteggiamenti giudicati blasfemi e trasgressivi. Contemporaneamente al lancio dell'album firma un contratto pubblicitario che la lega alla Pepsi Cola, per la quale gira uno spot destinato alla visione mondiale, ma in seguito alle polemiche suscitate dal video "Like a prayer" la Pepsi decide di recidere il contratto. Nello stesso anno le viene conferito il premio come "Mega artista degli anni '80", uno dei premi più importanti e piu' ambiti della storia della musica contemporanea. 

 

     Nel 1990 arriva la sua prima vera e convincente interpretazione cinematografica, nel film "Dick Tracy" che la vede al fianco di Warren Beatty, protagonista e regista del film nonché suo nuovo partner. Il film ottiene uno straordinario successo di critica e di pubblico. Appositamente per il film Madonna realizza l'album "I'm Breathless" contenente le canzoni interpretate per il film ed altre ad esso ispirate. Tra i brani di maggior successo "Sooner or Later", canzone vincitrice dei premio Oscar come "miglior canzone originale" e che Madonna interpreta durante la cerimonia di consegna degli Oscar con una straordinaria imitazione di Marylin Monroe. Dopo il ritrovato successo cinematografico interpreta piccoli ruoli nei film: "Ombre e nebbia" di Woody Allen e ne "I maledetti di Broadway". Parte per il suo terzo tour, il "Blond Ambition World Tour": una vera e propria celebrazione alla vita, dove Madonna canta e balla in maniera sorprendente, su di un palco in continua trasformazione. I costumi dello spettacolo sono dello stilista francese Jean-Paul Gautier. Contemporaneamente viene definita dalla critica "il fenomeno degli anni Novanta". Il tour viene continuamente ripreso dal giovane regista e fan di Madonna Aiek Keshishan: il risultato sarà il film documentario "Truth or dare" ("A letto con Madonna"), che si rivelerà anche un grande successo al festival dei cinema di Cannes, nonché uno dei film biografici piu' visto nella storia. 

     

      Nel 1991 esce la prima raccolta del suoi successi, "The Immaculate Coliection" uno dei best hits più venduti nella storia della musica, che recentemente ha superato i 22 milioni di copie nel mondo. La raccolta contiene anche due inediti, "Rescue me" e "Justify my love", scritta con Lenny Kravitz, nel cui video interpreta una nuova Marylin, o una postmoderna Brigitte Bardot, erotica al punto che MTV ne consente la programmazione solo nel palinsesto notturno.

 

     Il 1992 Madonna sigla un patto con la Time-Warner per sei anni del valore di 60 milioni di dollari. Con questo accordo, Madonna puo' fondare una propria etichetta, la Maverick, nominando come manager il fidato Freddy DeMann. Dopo un inizio difficile, la casa discografica entra nel jet set delle major grazie al lancio di artisti del calibro di Alanis Morisette e dei Prodigy. L'anno inizia con una nuova esperienza cinematografica: interpreta infatti una giocatrice di baseball degli anni Quaranta nel film "A league of their own" (Ragazze vincenti), di Penny Marshall, al fianco di Tom Hanks, Geena Davis e Rosie O'Donnell, partecipando anche alla realizzazione della colonna sonora, con la romantica ballata "This used to be my playground". Dopo pochi mesi, Madonna medita un'imponente strategia che si rivelerà la più trasgressiva di tutte: con un'astuta mossa pubblicitaria lancia un album "Erotica", che racconta tutte le sue fantasie piu' intime, e pubblica un libro, "SEX", interamente scritto di suo pugno e che contiene foto di nudo artistico ai limiti della trasgressione realizzate dal famoso fotografo Steven Meisel. Subito dopo interpreta il ruolo da protagonista nel film "Body of Evidence" (Il corpo del reato), prodotto da Dino De Laurtentiis, al fianco di Willem Dafoe, osceno al punto da essere vietato ai minori di 14 anni. I singoli tratti dall'album Erotica sono: "Erotica", "Deeper and Deeper", "Bad Girl", "Bye bye baby", "Fever" e "Rain"

 

     Nel 1993 parte il tour mondiale il "Girlie Show", un vero e proprio spettacolo contornato da scenografie provocanti ma al tempo stesso ironiche, il tutto arricchito dagli splendidi abiti realizzati dagli stilisti italiani Dolce & Gabbana. Nello stesso anno gira il film "Snake eyes" (Occhi di serpente) di Abel Ferrara, che la vede di nuovo protagonista e che riscuote grande successo di critica alla mostra dei cinema di Venezia. 

 

     Nel 1994 con l'album "Bedtime Stories" Madonna lascia i panni trasgressivi cambiando nuovamente e radicalmente look: indossa una veste più romantica e raffinata, incarna le sembianze di una donna artisticamente più matura. Questo cambiamento si nota anche nelle sue nuove canzoni, dalle quali trapela un desiderio di maternità. Dell'album fanno parte quattro singoli: "Secret", "Take a bow", "Bedtime story" (scritta assieme a Bjork) e "Human nature" (una vera e propria risposta contro tutte le accuse mosse dal periodo Sex-Erotica). Sempre nel 1994 Madonna prende parte a diversi film in piccoli ruoli: "Giri 6-Sesso in line" (di Spike Lee), "Blue in the face" e "Four rooms" di Quentin Tarantino e realizza un fantastico servizio fotografico per la campagna pubblicitaria di una delle linee di Gianni Versace, suo grande amico (il servizio viene realizzato dal fotografo Steven Meisel). 

 

      Nel 1995 realizza un nuovo album "Something to remember", nuova raccolta, ma questa volta di tutte le sue ballate più belle con tre pezzi inediti. Il 1996 e' l'anno che segna una svolta per la carriera cinematografica di Madonna. Diventa infatti la protagonista del musical Evita, al fianco di Antonio Banderas e Jonathan Price.  Il film-evento diretto da Alan Parker  vincerà un Oscar per la miglior canzone originale "You must dove me". Prima dell'uscita del film Madonna porta a termine la sua gravidanza e, il 14 ottobre 1996, nasce Lourdes Maria Cíccone Leon, detta Lola, nata dalla relazione con Carlos Leon, suo preparatore atletico. 

 

     Nel 1997 Madonna decide di prendere una pausa, non tanto solo per suo volere ma piu' per dovere nei confronti della piccola Lourdes in modo da dedicarle più tempo. Nello stesso anno finisce la storia con il padre della piccola, Carlos Leon, con il quale manterra' comunque ottimi rapporti. Il 1998 si apre con un altro straordinario successo discografico: il nuovo album "Ray of Light", coprodotto dall'astro nascente della musica techno-dance inglese William Orbit. L'album balza nelle prime posizioni delle classifiche mondiali vendendo oltre 14 milioni di copie e riscotendo numerosi premi. Nei brani di "Ray of light" un'analisi interiore, una ricerca di tranquillita' e una volonta' di scavare nella propria interiorita'. Poco dopo lancia un nuovo singolo che diventerà l'hit dell'estate '99: "Beautiful stranger", brano tratto dalla colonna sonora dei film "Austin Powers: the spy who shagged me" ("Austin Powers: la spia che ci provava") diventa la canzone piu' trasmessa dalle radio europee della storia! Nello stesso anno firma un contratto plurimiliardario con la casa dì cosmesi Max Factor, realizzando diversi spot pubblicitari alcuni accanto dell'attore italiano Roul Bova, scelto personalmente da Madonna; il contratto prevede l'immagine di Madonna impegnata per circa due anni. Intanto termina le riprese del nuovo film "The next best thing" ("Sai che c'è di nuovo?") al fianco di Rupert Everett, suo grande amico.

     
Nel 2000 Rupert Everett propone a Madonna la realizzazione della cover di un vecchio brano di Don McLean del 1971 "American Pie". Detto fatto: il brano, estratto dalla colonna sonora del film, diventa un successo mondiale raggiungendo il primo posto in svariati paesi tra i quali l'Italia. Nella soundtrack è presente anche un altro brano inedito di Madonna: una bellissima ballata dal titolo "Time stood still". In questo periodo Madonna vive una intensa love story con il regista inglese Guy Ritchie. Il loro figlio, Rocco, nasce l'11 Agosto 2000 e i genitori si sposano il 24 Dicembre dello stesso anno, a conclusione di un anno straripante di successi dopo l'uscita dell'album "Music"

 

      Il 2001 è caratterizzato dal nuovo tour mondiale, il "Drowned World Tour 2001" che, dopo 11 anni, riporta Madonna in Italia. Il tour parte dall'Europa, da Barcellona, nell'estate e registra ovunque il tutto esaurito, bruciando i record di vendita precedentemente realizzati ed incassando cifre colossali. Dopo la traversata oltre oceano, Madonna conclude il tour e decide di prendere una pausa, durante la quale si trasferisce definitivamente nella sua nuova casa di Londra con tutta la sua famiglia e partecipa a delle serate mondane londinesi. A novembre esce il suo nuovo greatest hits, il "GHv2" ("Greates Hits volume 2"), contenente 15 brani di grande successo degli anni '90, ma senza nessun inedito. 

 

     Nel 2002 Madonna ha ormai terminato le riprese del suo nuovo film girato a Malta, in Sardegna e nella Costa azzurra. Si tratta del remake del film italiano di Lina Wertmuller "Travolti da un insolito destino…" con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato. La regia del rifacimento e' affidata al marito Guy Ritchie; la parte della Melato spetta a Madonna, mentre quella di Giannini a suo figlio Adriano Giannini.

 

 

ROSINA  VANCARCEL  CARNERO

la poeta peruviana


Rosina Valcàrcel Carnero, Perù, poetessa e antropologa, 

figlia del poeta Gustavo Valcàrcel, ha vissuto i primi anni della sua vita in esilio; una esperienza questa che, assieme ai temi legati alla lotta politica e al femminismo, è presente in molte delle sue poesie.
Come antropologa ha pubblicato, tra gli altri, “Universitarios Y Prejuicio etnico” 1998 e “Mitos, dominaçion y resistencia andina” 1998.

La sua opera poetica comprende: “Sendas del Bosque” 1996; “Navios” 1975; “Una mujer canta en medio al caos” 1991; e “Loca como las aves” 1995. Tutte le sue opere sono state pubblicate in Perù, a Lima. 
Le sue poesie sono state tradotte in italiano da Gladys Basagoitia Dazza, anche essa fine poetessa e pubblicate nell’antologia “Verso l’Universo: Geometria della donna” 1993 e nella agenda 2000 “Povertà e potere delle donne” pubblicate entrambe dal Comitato Internazionale 8 Marzo, Perugia. 

Altre poesie sono state pubblicate nella rivista Collettivo edita dall’ associazione culturale Atahaualpa, Firenze, nei numeri dal maggio 1995 all’ agosto 1996.

 

TRE POESIE DI ROSINA VANCARCEL

 

RAGAZZA OCCHI DI CARTA

Un amore nella mano è l’inizio
Ogni sogno è fedele Milena
Con la prima vodka
Un lato assale calmo
L’altro circola verticale
Nel mezzogiorno innevato
Ragazza occhi di carta
Cerbiatta d’ossidiana
Aroma di susina
La luna profana
Adone sul mare
Festa di streghe
Il tuo corpo trema
Spinetta rinverdisce
Il fiore fischia melodie
Vicino a tutto ciò che è nostro
Ragazza piedi d’angelo
Importa se cerchi di dimenticare
I latrati d’amore
Venere ha altri nomi come
Spade
Eros / Afrodite ecc
Balla
Sollevati e non tacere
Apri gli occhi un attimo
Figlia mi ascolti?
Sono con te
- Vecchio scudo sul tempo -

DA “NAVI”

Tutto quello scritto appartiene a ieri
e la mia solitudine all’eterno
il tuo sorriso parla di luoghi a me sconosciuti
ma non degli attimi che verranno

È difficile scrivere
ma parlare lo è più
meglio sarebbe abbracciarsi
e confondersi tra i fiori
e gli animali
Dopo cantare diventa
semplice
Molte battaglie ci attendono
e so che non esiterai a partecipare ad esse
perché il mondo ha bisogno di te
Perché la vita lo richiede
e la nostra coscienza non è irreale
Ho fede in te
e in noi tutte.

QUANDO IL TEMPO ERA SOLTANTO

Sotto le lenzuola grigie
di canna dolce odorava il nostro miglior segreto
quando il tempo era soltanto un folletto
mentre l’amata bambina dai capelli d’ambra
saliva chiassosa alle stelle

 

GERTRUDE STEIN

E LO SPERIMENTALISMO DELLA PAROLA

 

Allegheny City 1874 - 

Neully-sur-Seine, Parigi, 1946

 

Gertrude Stein in quadro di Picasso

     Stein Gertrude (Allegheny City 1874 - Neully-sur-Seine, Parigi, 1946) è una

scrittrice statunitense. Di ricca famiglia ebraica di origine tedesca, approdò alla letteratura e all’arte attraverso una formazione di tipo scientifico, avendo studiato psicologia sperimentale con William James e medicina, e in particolare neurologia, alla Johns Hopkins University. 

     A partire dal 1903 si stabilì a Parigi, dove visse, con il fratello Leo e poi con l’inseparabile Alice B. Toklas, fino alla morte, a esclusione di un breve soggiorno negli Stati Uniti nel 1937 per un ciclo di conferenze. Nella sua casa di Parigi trovarono per molti anni un luogo e una ragione d’incontro artisti e scrittori americani, da A. Copland a S. Anderson, da E. Hemingway a F.S. Fitzgerald, rappresentanti di una generazione da lei definita ironicamente «perduta», insieme al meglio dell’avanguardia europea (Braque, Matisse, Picasso). 

     Audace sperimentatrice, inventrice di una liberatoria asemanticità del verbale, la S. sembra attraversare il linguaggio con la precisa scientificità di un ingegnere della parola e del suono. Il suo sperimentalismo non è semplice rigetto della tradizione, ma rivela piuttosto una attenta decostruzione attuata con gli strumenti della psicologia e della neurofisiologia. La molla latente della sua scrittura è la consapevolezza che la tecnologia modifica i meccanismi percettivi della coscienza e, dunque, anche quelli espressivi: primo, tra questi, la parola. 

    Già in Tre esistenze (Three lives, 1908), nato dalla lettura di Trois contes di Flaubert, il dettato apparentemente naturalista si spezza, e l’attenzione al vissuto delle tre protagoniste si fa studio dei ritmi e della sintassi del loro linguaggio, parlato e mentale. Con Teneri bottoni (Tender buttons, 1914) la S. inizia la sua opera di scomposizione linguistica, che annulla anzitutto il divario tra letteratura e arti figurative e tra il codice di queste e il codice della macchina. Così la scrittura si fa cubista al pari di una figura di Picasso; la parola diventa suono ideogrammatico di sé stessa, oppure ripetizione incessante (come nella sua famosa cifra linguistica: «una rosa è una rosa è una rosa è una rosa») che destabilizza la linearità del discorso. 

    E il «racconto» finalmente non racconta più nulla. C’era una volta gli americani (The making of Americans, 1925) non ci dice, per esempio, come si sia formata, in realtà, la nazione americana; il trattatello Come scrivere (How to write, 1931) non ci insegna affatto a costruire un romanzo. E l’operina Quattro santi in tre atti (Four saints in three acts, 1929), musicata da V. Thompson, non traccia agiografie di sorta. 

     Eppure è questo linguaggio fortemente denotativo come quello del computer a costringerci a una percezione primaria della realtà. È questa la parola-oggetto della pop art e della pubblicità; questa la parola-suono di J. Cage. E in questo rimescolare le categorie per rinominarle si rimescolano anche i generi letterari. Se Teneri bottoni è al contempo prosa e poesia, l’Autobiografia di Alice B. Toklas (The autobiography of Alice B. Toklas, 1933) — come poi L’autobiografia di tutti (Everybody’s autobiography, 1937) — rappresenta un violento scarto rispetto alla norma per il voluto intreccio d’identità tra la scrittrice e la sua inseparabile compagna. E, ancora, la singolarissima Storia geografica dell’America (The geographical history of America, 1936) è più un monologo surreale in forma di trattato filosofico che un saggio storico. L’approccio disincantato, spesso finemente aggressivo, con cui la S. raggiunge il lettore, fa della sua scrittura il coronamento, già «postmoderno», del grande realismo della tradizione americana.

Fonte della voce: Enciclopedia della Letteratura Garzanti (III ed. - 1997)

 

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