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La Calliope della rivoluzione 

femminile  nera 

 

       Biografia  Collaborazioni  Album   Interviste  Recensioni

Testi tradotti dall'inglese in italiano

Testi in inglese di 'Fleshwounds'

 

Biografia

Maria Antonietta Pappalardo

     A cavallo tra il XX e il XXI secolo sulla scena del mondo musicale è arrivata Deborah Anne Dyer, armata di voce impudica, di fisico bestiale,  di orgoglio consapevole, di poetica del limite. Si fa chiamare Skin (Pelle) e il nome la veste come una guaina nera e flessuosa, ma per molte donne - inclusa la scrivente  - è la Calliope del terzo millennio come Janis Joplin lo è stata del secondo millennio. 

Negli anni novanta la scopriamo anima e voce degli Shunk Anansie, un quartetto multirazziale che crea testi ribelli alla cultura dominante e nuova musica come fusione di rock, funk e metal vendendo in pochi anni quattro milioni di dischi; negli anni duemila l'ascoltiamo solista del febbricitante "Fleshwounds", un album già in vetta alle classifiche che la consacra cantautrice di altissimo livello per la creazione armonica raggiunta con testi introspettivi, timbri ribelli ai sentimenti assoluti e derive di suoni rock e soul. "Le canzoni degli Skunk Anansie parlavano molto del mondo. Questo album invece parla esclusivamente di me", sintetizza la stessa Skin.

     Deborah Anne Dyer nasce il 3 agosto 1967, a Brixton, un quartiere a sud di Londra, da madre giamaicana. Sembrano, queste, quattro informazioni banali date per dovere di biografia: Deborah nasce in agosto, nel 1967, a Brixton, da madre nera; contengono, invece, come vediamo qui di seguito, il destino e insieme le scelte fondamentali della grande cantautrice. 

Il glifo del Leone

Nascere ad agosto è nascere sotto il segno del Leone. Non è un caso che uno dei soprannomi dati a Deborah dai compagni delle scorribande giovanili fosse Lippy il Leone. La parola "Leone" deriva dal latino, con un antico aggancio al termine greco che vuol dire "staccare, ferire" e indica il percorso zodiacale di individualizzazione della persona che prende coscienza di sé e si stacca dalla massa, dal gruppo, anche a costo di ferirsi e ferire. Il Sole, reggente del Leone, che con la sua sola presenza creativa fa crescere la Vita, è veicolo delle qualità di tre pianeti: di Giove, pianeta della sintesi; di Nettuno, che regola l'aspirazione all'evoluzione sui piani più alti della realizzazione; e di Urano, il dominatore della personalità attraverso l'anima. 

     Sintesi, evoluzione, anima. Sembra di veder scorrere la vita musicale percorsa da Deborah, sulla quale si stagliano pietre miliari significative già dai titoli quali "Vendendo Gesù", "Piccola swastikkka", "Non ho paura", "Lei è la mia eroina", "Non abbiamo bisogno di ciò che credi di essere", "Sì, è dannatamente politico", "Ascolta te stessa" (1). Ma gli eccessi delle qualità leonine possono far diventare la donna di questo segno, generalmente socievole e gioiosa, una persona intrattabile. Se punta nell'orgoglio, del tutto insopportabile: si isola, accumula rabbia, diventa violenta, non si vendica ma spesso non perdona. Anche quando appare rassegnata, la sua malinconia ha note passionali, crude, cocenti. E' quanto è successo a Deborah in questi due anni separata dalla band degli Skunk, durante i quali ha voluto vivere intensamente l'amore per un'altra donna, soffrire violentemente per le slealtà ricevute, isolarsi, rielaborare la rabbia recente e le delusioni passate per poi partorire quel capolavoro di nudità poetica e musicale che è "Fleshwounds".

 

Solo perché ti senti bene,

non vuol dire che tu abbia ragione. (2)

dal brano "Edonism" (Stoosh, 1996) 

 

Nascere nel 1967 significa essere allattate con il vino della contestazione sessantottina e imparare ad amare il proprio corpo di donna nonostante l'odio giornaliero verso un'altra donna graziosa, benvestita, luciferina: Margaret Thatcher. Nascere nel 1967 a Londra come immigrata di seconda generazione significa far tesoro delle esperienze vissute dai propri genitori e avere l'opportunità di acquisire conoscenze  e  linguaggi atti alla ribellione non violenta, una ribellione che colpisce la mente anziché il corpo dell'avversario.

Londra

Una manifestazione londinese del 1 maggio

I poliziotti londinesi, detti bobbies

Nascere a Brixton non è come venire al mondo a Londra centro o a Londra nord. A Brixton oggi la maggioranza della popolazione è composta da immigrati asiatici, africani e caraibici. Negli anni della ricostruzione postbellica furono indotti a lasciare il centro e a concentrarsi a sud di Londra grazie all'offerta di alloggi economici e di posti di lavoro, nonostante fossero già frequenti e gravi gli episodi di discriminazione razziale. 

 

Nell'aprile del 1981, con la Thatcher al potere e i poliziotti tra i più razzisti nelle strade del quartiere, Brixton fu messa a ferro e fuoco per quattro lunghissimi giorni. Gli scontri tra poliziotti e immigrati furono così violenti, i morti e i feriti tra gli abitanti furono così numerosi, lo scempio delle case e dei negozi fu così atroce che Brixton divenne il simbolo della resistenza della comunità black. "Brixton è uno strano posto, perché è famoso per i suoi tumulti." - osserva Skin - "Attualmente, come società, è molto meno peggio di Camberwel o Peckam. Ma sembra proprio che si trasferiscano lì quando vogliono una sanguinosa rivolta". E gli attentati non si contano, approfittando che la maggior parte dei bobbies del posto hanno in tasca la tessera del "National Front"

Piccoli esempi. Il 17 aprile 1999 il gruppo filonazista "I Lupi bianchi" fece un attentato davanti ad un Supermercato mandando all'ospedale 50 cittadini. Nel 2000 Stephen Lawrence fu accoltellato da cinque bulli dei quartieri bianchi, che, pur identificati, non furono mai condannati. Nel più vicino 2001, il 18 luglio, un poliziotto ha ucciso un giamaicano perché gli era sembrato di vedere una pistola tra le mani... ma era un accendino.

E' in questo contesto che bisogna leggere e comprendere i versi di Skin che sconcertano i benpensanti, quali quelli del loro primo singolo "La piccola svastikkka"

Chi ha messo la piccola swastikkka sul muro?

......

Non era molto alto, non può aver avuto più di quattro anni.

....

Gli insegnate da piccoli

così piccoli, così innocenti, così giovani.

Fatti così dolcemente, cresciuti nel vostro veleno.

 

E rabbrividire al gemito spezzato della voce di Deborah che sussurra verso la fine del brano, con incredulità e sincerità:

 

Chi ha calciato la testolina del bambino contro il muro?

Noi abbiamo calciato la testolina del bambino contro il muro. (3)

 

Nascere da madre giamaicana significa nascere da un popolo  - quello caraibico - costretto alla perenne peregrinazione, ma vuol dire anche stanziarsi a Londra negli anni cinquanta  e dopo cinquanta anni essere ancora guardati  - nonni, genitori e figli - come immigrati, come intrusi. "Ero molto spaventata da lei" - confessa Skin, parlando della madre - "In qualche modo ella era molto violenta, perché la violenza è ciò che hai imparato in Giamaica". La madre di Deborah allevò quattro figli quasi da sola, lavorando come nurse, in quanto suo marito - che faceva lavori di vario tipo - non c'era quasi mai e quando c'era ogni discussione diventava un bisticcio. 

E' grazie alla madre che Deborah acquisisce idee chiare rispetto al genere e alla politica delle cure domestiche. "Mio padre tentò di farsi stirare le camicie e di farsi rimpinzare, e mia madre si oppose. Imparai a dire no perché avevo il sostegno di mia madre. Ella insegnò ai miei fratelli come stirare i panni e noi quattro pulivamo tutti la casa. Ero veramente trattata con equità. Per cui appresi, fin dalla tenera età, la consapevolezza di ciò che era giusto e ciò che non lo era. Penso che tutto questo sia politico. La maggior parte delle cose è politica - nelle relazioni e nei luoghi di lavoro soprattutto".  

Per incoraggiare l'indipendenza dei suoi figli, oltre che istituire le pari opportunità in famiglia, la madre si accollò la frequenza della scuola serale di tutti e quattro i ragazzi. Incline alla politica nell'accezione di trasformazione dell'esistente, ella lentamente salì i ranghi del Consiglio di Lambeth e diventò Capo del Dipartimento dell'Ambiente, facendo parte della Commissione consultiva di polizia dopo i tumulti di Brixton. "Imparai tanta politica da mia madre," - ricorda Deborah - "perché ella combatteva sempre per tante cose all'interno della comunità". L'amore per la musica nacque nell'infanzia in un club creato appositamente per gli anziani neri. 

SKIN IN CONCERTO

La maglietta con la scritta "rock clitorideo"

La magica simbiosi che Skin crea con il pubblico

 

  "I miei nonni correvano a questo club. Muhammed Alì ci andava spesso. I miei primi ricordi: eravamo seduti sulle scale e guardavamo le persone che, stipate nel club, ballavano il reggee e lo ska". E coltivò questo amore ascoltando la collezione di dischi della madre. Skin ha, infatti, un bellissimo ricordo delle canzoni di Dionne Warwick, che era la cantante preferita di madre e figlia. "Man mano che crescevo, mia madre suonava Dionne tutto il giorno. Era il leit motive della mia adolescenza. Particolarmente mi piaceva 'Raindrops keep falling on my head' "

 

Ha cercato di intellettualizzare il mio essere nera,

di renderlo più facile per il suo essere bianco.

Ha cercato di intellettualizzare il mio essere nera,

di salvarmi. (4)

dal brano  "Intellectualise my blackness" ("Paranoid & sunburnt", 1995)

 

 

Deborah Anne Dyer impara in questo ambiente ad avere la pelle dura: si rade la testa come "la ribelle" inglese degli anni '70 Sinéad O' Connor, si infila pantaloni da maschiaccio, scrive versi ispirati da una chiara visione politico-sociale e comincia a cantare nella sua band scolastica di Brixton, impressionando subito per la sua carica esplosiva e la sua bravura vocale. Solo molti anni dopo incontrerà per caso il bassista Cass, il batterista Robbie e il chitarrista Ace, con i quali riuscirà a delineare la line-up degli Skunk Anansie.

 

LA PRIMA FORMAZIONE DEGLI SKUNK ANANSIE

 

Martin Ivor Kent (Ace) alla chitarra

Deborah Anne Dyer (Skin), cantautrice

Richard Keith Lewis (Cass) al basso

 

Nel 1994 la band diventa una realtà ed è formata da: Martin Ivor Kent (Ace) alla chitarra, Richard Keith Lewis (Cass) al basso, il batterista Robbie France  e ovviamente Deborah Anne Dyer (Skin) voce del gruppo. Il batterista Mark Richardson entrerà nel gruppo in un secondo momento, nel 1996. Il nome è formato da "Skunk" che significa 'puzzola' e "Anansie", che è un'entità spirituale a forma di ragno nella tradizione religiosa del Ghana e che, nel paese natale di Skin, la Giamaica, è uno spirito maligno, metà uomo e metà ragno. Il primo singolo non proprio ufficiale viene diffuso dalla radio BBC e si tratta di "Little baby swastikkka", che fa leva su un tipo di energia alla Rage Against The Machine. Visto il successo, la band tiene una incessante serie di concerti allo Splash Club di Londra nel marzo 1994, mandando in delirio gli spettatori. Firmano per la piccola casa discografica One Little Indian Records e il debutto ufficiale avviene con  "Selling Jesus" nel marzo '95 che, per il suo contenuto controverso, suscita ancora più interesse nella band rispetto alla fama "live" già posseduta ed entra di prepotenza nelle Top 50 inglesi. Lo stesso singolo entra nella colonna sonora del film "Strange days" di Kathreen Bigelow  (in cui tra l'altro è presente anche la loro inedita "Feed") ed è poi seguito da un'altra coppia di furiose missive indie-metalliche sotto la forma di "I Can dream" e "Charity", mentre la band si aggancia alla compagna di etichetta Bjork nel suo singolo "Army Of Me"

 

"Paranoid & Sunburnt", il primo album degli Shunk Anansie, esce il 18 settembre 1995 e in poche settimane entra nella Top Ten britannica. Esso comprende undici brani arrabbiati e intensi che spaziano dal heavy rock alle gutsy ballads e sono eseguiti con stile, grinta e convinzione.  I testi di Skin, lucidi e potenti anche laddove risultano piuttosto ermetici, affrontano con franchezza e originalità temi come sesso, religione, razzismo, femminismo. Prodotto da Sylvia Massey (la produttrice di Prince) e dagli Skunk Anansie, il disco è missato da Andy Wallace, il quale ha lavorato per star come Nirvana, Faith No More, Jeff Buckley, Bad Religion. Di grande successo (Top 20) il singolo "Weak", canzone dai toni soul e associabile nel grido catartico di Skin a Patti Smith. Pur subendo le influenze di Sex Pistols, Public Enemy, Black Sabbath and PJ Harvey, gli Skunk costituiscono una band dallo stile originalissimo. In particolare, Skin definisce lo stile della band "rock clitorideo", benché ella sia l'unica donna del gruppo.

 

Così cosa sono ora, sono l'ultima dimora dell'amore

sono tutte le parole dolci che una volta possedevo.

Se aprissi il mio cuore, non ci sarebbe spazio per l'aria

perché ti volevo. (5)

 

dal brano "Weak" ("Paranoid & sunburnt", 1995)

 

 

L'anno successivo, il 1996, esce il secondo album "Stoosh": disco della consacrazione internazionale, merito soprattutto del singolo "Hedonism (Just Because You Feel Good)", gettonatissimo in tutte le radio europee e reso ulteriormente noto per il clamoroso plagio di Zucchero, che ha clonato pari pari l'attacco in "Puro Amore" (album "BlueSugar"). Sin dall'apertura, con "Yes It's Fucking Political", si percepisce la rinnovata potenza del gruppo, sottolineata in un crescendo lungo tutta la tracklist. Skin, peraltro sempre presente come autrice di testi di forte impatto e denuncia, privi di tabù e mai censurati dal falso perbenismo di maniera, risulta leader indiscussa, carica di personalità. Al trio originario si aggiunge il batterista Mark Richardson, una macchina del ritmo davvero duttile, capace di alternare senza fratture il backbeat del reggae e il più epilettico rock and roll. Notevoli, sopra tutti, Brazen (Weep) e il pezzo pop "Infidelity (Only You)", con una mirabile sottolineatura d'archi ed organo hammond a far da contorno alla sensualità di una Skin particolarmente dolce e suadente.  

 

Ti ho chiamato sfacciata,

ti ho chiamato puttana proprio in faccia

e ti ho guardato silenziosamente

e pubblicamente screditata.

Non mi sono resa conto

quando ti sei stretta come una morsa

che stavi tremando

e bruciavi dietro il ghiaccio. (6)

 

dal brano "Brazen" (Stoosh, 1996)

 

 

Nel 1999 gli Skunk passano dall'etichetta "One Little Indian Records" alla "Virgin" e realizzano il terzo (ultimo) album "Post-Orgasmic Chill". Il disco si colloca come uno dei migliori di fine millennio. Creazione matura, al di sopra dei due precedenti, di forte impatto emozianale. Skin lo intuisce prima ancora che inizi la scalata alle classifiche mondiali: "Sarà certo uno dei dischi migliori del 1999 perché l'abbiamo suonato con una maturità mai avuta prima, dall'inizio alla fine di ogni pezzo. Ne abbiamo registrati quindici e ne abbiamo poi scelti dodici, ma ogni brano è diverso dall'altro e tutti hanno pari dignità. Non è falsa modestia, ma è proprio un grande album. Ci abbiamo messo tanta passione dentro e ciascuno di noi ha dato il massimo. Io non ho mai cantato così bene, con tutta l'emozione possibile". L'opera si presenta, infatti, priva di cali di tensione, dove pezzi duri e serrati da Master of Rock come la neopsichedelica "Tracy’s Flaw" e "We Don’t Need Who You Think You Are" di chiara derivazione grunge, si alternano a splendide ballate come "Secretly" e "You'll follow me down" esaltate dagli acuti di Skin, per finire con quel gioiello gospel qual è "I'm not afraid". La strumentazione usata si avvale di tecnologia digitale e di un'orchestra di ben 22 elementi: insomma un album ispirato e curato in tutti gli elementi. A chi fa notare che i testi appaiono meno duri sul piano politico rispetto ai precedenti album, Skin puntualizza che:  "A volte non c'è bisogno di essere dichiaratamente politici. Ora i nostri testi sono così chiari che non c'è bisogno di tante spiegazioni programmatiche. L'evoluzione sta nel non ripetersi, adottando un linguaggio più forte e diretto. Adesso possiamo permetterci di evitare la staticità degli slogan, perché esprimiamo un messaggio più articolato e ancora più libertario".

 

Mark Richardson, il bravissimo batterista che entra nella band nel 1996, dopo l'uscita dell'album "Paranoid & Sunburnt"

La cover dell'ultimo album degli Skunk Anansie "Post-Orgasmic Chill" del 1999

 

Agli inizi del 2001 il mondo del rock è scosso dalle voci, sempre più insistenti, che gli Skunk Anansie si stanno sciogliendo e che a volere lo scioglimento sia soprattutto Skin. Sembra impossibile che un gruppo, proprio al top del successo, abbia voglia di scomparire dalla scena mondiale.  Milioni di giovani, da Madrid a Copenaghen, da Vienna a Mosca, hanno ancora negli occhi la visione emozionante degli scatenati Shunk che sul palco riescono anno dopo anno a dare il meglio di sé. In Italia, ad esempio, è impossibile dimenticare la sera del giugno '99, quando a Imola, sul palco dell’ 'Heineken Jammin Festival' comparve Skin travolta da un boato che si riserva alle leggende del rock. Pioveva da due giorni e il prato dell’autodromo era un’immensa piscina di fango. Eppure migliaia di persone rimanevano lì, radicate nella mota, con gli occhi paralizzati dalla figura di Skin, ammaliante camaleonte che ora si contorceva sul palco invasa da una rabbia demoniaca e ora si piegava con angelici sospiri sulla propria fragilità ("Weak") e inquietudine ("Secretly").

 

E' la stessa Skin, nell'aprile 2001, ad ufficializzare lo scioglimento del gruppo: "Non c’è stato nessun singolo evento che abbia provocato lo scioglimento del gruppo", ella precisa, "Suppongo che sia andata come in un matrimonio. Quel non so che era finito. Non ero più contenta e purtroppo non ci divertivamo più ". Gli Skunk Anansie hanno evidentemente pagato le conseguenze di un ritmo di lavoro allucinante da cui sono stati divorati dagli inizi del 1999 alla fine del 2000 - esibendosi quasi tutte le sere - fino a sentirsene annientati. Per superare lo stress è arrivata la voglia di riflettere, di darsi una pausa, di coltivare bisogni più personali. Skin è sincera quando afferma: "Nella band tutti la pensavamo allo stesso modo, anche se solo io ho avuto il coraggio di dirlo a voce alta, per prima. Tutti, nel gruppo, avevano voglia di fare qualcosa di diverso...". E, rimanendo grandi amici, ogni componente degli Skunk gradualmente prende una sua strada, comincia a dedicarsi ad altre attività: Cass pensa a realizzare una serie di fotografie, Mark lavora ad un cortometraggio, Ace mette mano ad un album solista in collaborazione con altri artisti. E Skin? Skin ama il passato ma ama anche se stessa e avverte che la sua esistenza è ad una svolta.

 

Sommariamente, in base alle interviste rilasciate in questi anni, possiamo dire che sono state tre le ragioni per cui Skin ha sciolto gli Skunk Anansie. La prima ragione: bisogno di normalità, urgenza di dare spazio alla vita, all'amore, alla solidarietà oltre che al lavoro. "Essere negli Skunk Anansie è stata un’esperienza fantastica, ma non avevamo un minuto di tempo per noi. Il gruppo ti assorbe e non ti fa pensare ad altro. Io a un certo punto ho capito che volevo migliorare la mia scrittura, diventare più articolata nel linguaggio musicale, condurre un’esistenza meno convulsa - meno folle". Seconda ragione: paura di essere divorata dal successo. E', questa, una paura che Skin si porta dentro da anni, da quando compose "Ci vuole passione e coraggio per essere così disinvolta, ma sono ancora un cliché" e cantava:

 

Salvami dall'acclamazione critica

Salva il mio sorriso che è incrinato dalla fama

Augurami ogni bene per la mia fantasia (7)

 

Adagiarsi sul successo significa alienazione, allontanarsi dalla quotidianità significa perdere quell'autenticità che costituisce il miracolo della sua personalità. Skin lo sa e  teme che con il superlavoro della band una sera possa salire sul palco e cantare per abitudine, per contratto. "Non rinuncerò mai a cantare con l’anima. Me lo diceva sempre la mia maestra: 'Ricordati che la voce è connessa allo spirito e al cuore. Non cantare mai senza cuore'. È quello che cerco di fare". Terza ragione: il privato è politico. Sembra un vecchio slogan del femminismo anni '70, in effetti è un principio sempreverde che non si afferra fino a quando non ne sperimenti la portata rivoluzionaria sulla tua pelle, sulle tue rughe. Nel giro di un anno l'attenzione di Skin passa dalla società a se stessa e, asimmetricamente, la solidarietà passa dalla poesia all'atto. "Quando ho smesso con la band ho capito che potevo essere me stessa e che non avevo bisogno di scrivere canzoni politiche, semplicemente perché sono una persona politica a partire dal mio agire quotidiano". Skin si impegna sul piano sociale in più campi: presta la propria opera a fianco di un'associazione medica che aiuta i poveri di Londra, lotta con Amnesty International per i diritti umani, fa parte della F.G.M. che si batte contro l’infibulazione, scende in piazza contro Blair e la guerra in Irak, partecipa al galà contro l'Aids che si tiene ogni anno a Vienna. "Oggi non è più tempo di criticare e basta. E' necessario impegnarsi direttamente per fare qualcosa e per cambiare in qualche modo il mondo". Contemporaneamente ha più tempo per prendersi cura di se stessa, coltivare relazioni e  rielaborare sentimenti, ricordi, ferite della carne, sequenze musicali, versi di intelligente intimità, canzoni nuove. Due anni di anonimato, il 2001 e 2002? due anni di grande ricchezza, direi, dove la falce della creatività ci ha dato come messe il geniale "Fleshwounds".

 

Nel 2003 esce il primo album solista di Skin, "Fleshwounds". "Questo disco è stato difficile da realizzare." - afferma Skin - "L’intero album tratta di quella malattia mentale che chiamiamo amore, con le sue molte sfaccettature e aree di ambiguità. Per raggiungere la felicità nella vita ci imponiamo alcuni principi folli ed è proprio questo che ho voluto documentare. Ogni canzone gira attorno a tre rapporti molto particolari che ho avuto nella mia vita. E’ senza dubbio un album di rottura, e mi ha aiutato a togliermi molti pesi dal cuore. Mi sento molto meglio, adesso" sorride con il suo sorriso smagliante, "e confido nel fatto che sia il miglior lavoro portato a termine finora." Registrato in Belgio con il produttore David Kosten e mixato dal collaboratore dei Coldplay, Ken Nelson, Skin ha ideato il disco con Len Arran, suo coautore di lunga data, tranne per "Lost Without You", scritto invece a due mani con l’ex partner musicale di Robbie Williams, Guy Chambers. Fra i musicisti figurano Gail Ann Dorsey (chitarrista di David Bowie), l'amico Cass (già bassista degli Skunk Anansie), e Ben Christophers al piano, mentre la tromba in "You've Made Your Bed" è una gentile concessione del regista Mike Figgis. I testi dell'album sono dedicati agli uomini e soprattutto alle donne che Skin ha amato, coerente con l'ammissione pubblica, e direi orgogliosa, della propria bisessualità. Skin presenta l'album consapevole di aver fatto un buon lavoro sul piano musicale ma ancor più sul piano poetico, un piano a cui tiene moltissimo in quanto sa che è il testo a rispecchiare la sua personalissima visione del mondo politica e sentimentale: "Suppongo che il mio maggior talento sia quello di scrivere i testi e in questo disco ero ben decisa a metterlo in mostra". 

Grazie, Skin, di averlo dimostrato da donna,con genialità e verità.

 

 

Solido contegno

sembro una buona impresa

sono ancora troppo viziosa

per assumermi una sconfitta (8)

 

dal brano "Trashed" (Fleshwound, 2003)

 

 

Note

 

(1) In originale: "Selling Jesus", "Little Baby Swastikka", "I'Am Not Afraid", "She's My Heroine", We Don't Need Who You Think You Are", "Yes It's Fucking Political", "Listen To You".

(2) In originale: Just because you feel good / Doesn't make you right

(3) La canzone è intitolata "Little Baby Swastikka" ed è inserita nel primo album degli Skunk Anansie del 1995. I versi in originale sono: "Who put the little baby swastikkka on the wall / ..../ It wasn't very high couldna been more than four years old / ... / You rope them in young / So small, so innocent, so young / So delicately done, grown up in your poison / ..... / Who kicked the little baby's head against the wall? / We kicked the little baby's head against the wall".

(4)  In originale: He tried to intellectualise my blackness / To make it easier for his whiteness / He tried to intellectualise my blackness, save me

(5) In originale: So what am I now I'm love last home / I'm all of the soft words I once owned / If I opened my he heart, there'd be no space for air / 'cos I wanted you

(6) In originale: I called you brazen / called you whore right to your face / and watched you silently / and publicly disgraced / I didn't notice/ when you strengthened like a vice / that you were trembling / and burned beneath the ice 

(7) I versi sono tratti dalla canzone "It takes blood & guts to be this cool, but I'm still just a cliché", che fa parte dell'album del 1995 e che in inglese suonano: Save me from critical acclaim / Save my smile its' too cracked from fame / Wish me well with my fantasy

(8) In originale: Solid demeanor / I look good a feat / Still I'm so vicious / To take on defeat

Fonti: clicca qui

 

Le Collaborazioni  

 

Skunk Anansie

Marlene Kuntz

Katheryn Bigelow

regista di "Strange days"

Bjork

 

 

   Skin e Marlene Kuntz Skin ha collaborato con la rock band italiana Marlene Kuntz, per una canzone intitolata "La canzone che scrivo per te". Skin ha scritto la parte inglese e Marlene Kuntz la parte italiana. La canzone, che vi proponiamo qui sotto, è una storia d'amore strutturata come un dialogo ed è stata inserita nel nuovo album dei Marlene Kuntz intitolato "Che cosa vedi". C'è, inoltre, un videoclip della canzone, diretto da Beniamino Catena, in cui Skin appare e canta. 

Racconta Skin: " Ho fatto mie le parole della canzone, facendomele spiegare, ma rileggendole a modo mio. Nella canzone c'è un punto di vista maschile convinto che l'amore sia una bella cosa, io ho interpretato quello femminile, scrivendo le mie parole e mettendoci la mia disillusione. Personalmente penso che l'amore sia uno schifo, che spesso ti possa rovinare la vita, e questo ho cercato di dirlo con un punto di vista un po' scuro in ciò che canto". E Cristiano Godano, cantante della band e autore dei testi dei Marlene, aggiunge: " Ci sono due pensieri diversi che vengono fuori e si controbilanciano".

"La Canzone Che Scrivo Per Te"

Non c'e contatto di con mucosa con mucosa

eppur mi infetto di te,
che arrivi e porti desideri e capogiri
in versi appassionati e indirizzati a me;


e porgi in dono la tua essenza misteriosa,
che fu un brillio fugace qualche notte fa;
e fanno presto a farsi vivi i miei sospiri
che alle pareti vanno a dire "ti vorrei qua".


Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
prima che ti conoscessi.


(Ora ho il tuo splendido sorriso da succhiare:
sfavilla di felicità.

L'osservo su dalla tua fronte vanitosa
che ai miei baci ha chiesto la proprietà).


Pure frigid waters from these eyes that always miss you
Nothing but violence from my empty gun
I'm using silver to light up these blackheart faces
blinding your fingers whit my skin that burns for you.


Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
proprio mentre ti conosco.


This song is for me
I listen like I promised you
I can see me in your words from hell
that you write for me.


E ho le tue mani da lasciarmi accarezzare il cuore
immune da difese che non servono.


Ma ora ho in testa il viso di qualcuno più speciale di me,
che sa cantare ma ha più stemmi da lustrare di me.....e questo è il tuo svago.
Per quel che mi riguarda sei un continente obliato.
Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto.


Don't, don't tell me. What you want from me
No, don't tell me. I don't wanna hear. Don't tell me.


Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Non ci sei più,
dopo che ti ho conosciuta.


This song is for me...

   Skin e Toni Iommi Skin ha collaborato con Toni Iommi per una canzone del suo nuovo e solo album "Iommi". Il brano è intitolato "Meat".

   Skin e la versione italiana del musical "Rent" Skin ha composto una canzone chiamata "Seasons of love" ("Stagioni del cuore") per la versione italiana del musical "Rent". E' in uno CD ma può essere difficile individuare il brano in quanto ci sono numerose versioni di "Rent" sul mercato provenienti da altri paesi. Si può provare con l'edizione italiana. Il video del concerto e uno CD furono trasmetti il 12 Settembre 2000 e tutto il danaro raccolto andò in beneficenza. Un sito ufficiale del concerto in inglese e in italiano è http://www.lucianopavarotti.it/pf2000/introe.htm . Skunk Anansie sono presenti nelle sezioni News, Interviste, Video, Foto, Artisti. Si può anche trovare la versione di "You'll follow me down" in duetto con Pavarotti, che la canta in italiano.

   Comfort of Strangers   Nel nuovo film "Timecode" Skin canta una canzone chiamata "Comfort of Strangers".

   Maxim Reality    Skin ha scritto il testo e canta con Maxim Reality (dei "Prodigy') il brano "Carmen Queasy" tratto dal suo quarto album. Registrato in data 29 Maggio 2000, il brano fa una critica dell'industria musicale con la caratterizzazione di un personaggio, appunto Carmen Queasy,  che vuole entrare a tutti i costi in tale industria. Skin è presente anche nel videoclip del brano.

Carmen Queasy
 

My vision is destructed by my sleazy mind
Too picturesque an image to control this time
My intimate discriminating fears you test
My ignorance that truly feels it knows me best

You have the power
But you keep it all to yourself
Your lust is decomposing us
This intricate sincerity is choking me
It's scrambling and crawling all around my feet
It was a joke for them to lie then comfort me
My credible intelligence evading me

You have the power
But you keep it all to yourself
Your lust is decomposing us
So now you're telling me it's so damn easy
Try to see yourself as Carmen Queasy
But money-making is a wonderful thing
Money-making is a wonderful thing

But I don't wanna be your rocker-dead baby

Try and see yourself as Carmen Queasy
Cause money-making is a wonderful thing
Money-making is a wonderful thing Carmen Queasy


I don't wanna be don't wanna be don't wanna be.......
I'm flinging out some rhythms in a cultural scare
Suffocating stiff n straightin like we dare
Dissecting over-analyse an empty heart
Just spitting our some morbid dreams and calling it art

You have the vision
But you keep it all to yourself
Your lust is decomposing us
Money-making money-taking
We don't have a choice
But we still have a voice antagonists - life is too short
Twice deform and distort

Impregnate brains into my seminar
When I'm making music making failure
Gotta take back what's mine
Gotta take back - keep choking and holding provoking
My lifestyle you'll be smoking

Money-making is a wonderful thing
Money-making is a wonderful thing........

   US Band   Skin canta con "US Band" il brano 'Sevendust' preso dal loro album "Home". Album registrato nel 1999.

   Lenny Kravitz   Skin canta dal vivo "Anti Love Song" con Lenny Kravitz durante uno show ("Taratata") prodotto dalla TV Francese il 10 Marzo 1996, Parigi.

   Bjork: Il lato B del singolo di Bjork "Army of Me" del 1996 contiene il nome dei Skunk Anansie che hanno fatto la canzone e la voce di Skin che duetta con Bjork.

   Courtney Pine: Si rumoreggia che Skin abbia svolto una collaborazione con il musicista jazz Courtney Pine. Non si conoscono particolari al momento.

 

IL CD "STRANGE DAYS"

 Tratto dal film di  

KATHREEN BIGELOW

Stregati dallo sguardo di Ralph Fiennes che ci fulmina dalla copertina, nell'ascolto di questo CD siamo proiettati verso il futuro. Lì ci porta il film, un cyber noir ambientato in un'ipotetica Los Angeles di fine millennio, lì ci conduce la tessitura forte e a tratti spigolosa della colonna sonora, imperdibile per gli amanti del genere. A iniziare dall'intensa Selling Jesus degli Skunk Anansie, un metal davvero duro costruito intorno alla voce aspra di Skin cui fa eco lo stile parallelo degli Strange fruit di No white clouds. Voce di donna, anch'essa sfoderata con grinta in Hardly Wait, interpretata come vuole la più recente moda cinematografica d'oltreoceano da una delle attrici del film, Juliette Lewis, a suo agio anche nei panni di cantante. Stessa presenza, recitata e musicale, per Jeriko One in hereWEcome, che ci introduce alle nebbiose atmosfere metropolitane rap, simbolo della rabbia e della voglia di riscatto di un'intera generazione.
  Di grande impatto anche le cover presenti, a cominciare da Strange Days dei Doors eseguita con profondo rispetto dell'originale da Ray Manzarek, continuando con la disperante ed espressiva Dance Me to the End of Love di Leonard Cohen, qui nella versione di Kate Gibson: notevole il senso di solitudine e smarrimento che si prova di fronte a una melodia a metà fra lo swing e la ballata nomade, all'arrangiamento nudo e contraddistinto dalla chitarra basso, cantata in inglese e francese con voce grave sebbene non invasiva. Straordinaria e surreale la presenza di Peter Gabriel insieme ai Deep Forest in una danza etnica vorticosa e quasi allegorica dal titolo While the Earth Sleeps.
  É questo un CD ricco di sonorità varie ma non eterogenee, il cui fulcro è sempre e comunque la commedia amara dell'uomo di fine millennio, la lotta dell'eroe contro l'ingiustizia e continuamente alla ricerca di se stesso. Quasi a doppiare la violenza delle parti più salienti del movie, i brani che percorriamo sembrano raffigurare crudeltà e disperazione di ognuno dei personaggi, attraverso la manipolazione delle voci e dei suoni, primi fra tutti quelli delle chitarre distorte, accanto all'impasto di timbri tecnologici a sottolineare sequenze oniriche e dinamiche di una pellicola destinata a segnare una tappa nel suo genere.

Angela Messina (25.07.2003)

Skunk Anansie Selling Jesus
Lords of Acid The Real Thing
Tricky Overcome
Deep Forrest Coral Lounge
Strange Fruit No White Clouds
Juliette Lewis Hardly Wait
ME PHI ME/Jeriko One hereWEcome
Skunk Anansie Feed
Prong Featuring Ray Manzarek Strange Days
Satchel Walk in freedom
Kate Gibson Dance Me To The End Of Love
Lori Carson & Graeme Revell Fall In The Light

Peter Gabriel and Deep Forrest 

While The Earth Sleeps  

 

 

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