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Maria Antonietta Pappalardo

Le leggi del lavoro femminile 

     I decenni della seconda metà del '900 sono di importanza fondamentale per la costruzione dell'identità femminile. A partire dal 1946 le donne hanno conquistato, con grande ritardo rispetto agli altri paesi europei a causa del trentennio fascista,  i contenuti della loro cittadinanza, sotto il profilo della libertà e dell'uguaglianza, dei diritti civili, politici e sociali. 

In particolare, le lotte per la difesa del lavoro femminile e per la parità salariale hanno avuto inizio dopo la conquista del voto e l'approvazione della Carta costituzionale, ovvero negli anni cinquanta. 

     Offriamo qui una panoramica sulla normativa che, nel corso dei decenni, ha regolato gli aspetti più significativi del lavoro femminile, senza, peraltro, riuscire a sciogliere il nodo uguaglianza-differenza.

La battaglia, infatti, che le donne hanno condotto nel dopoguerra per i loro diritti e per la democrazia le ha emancipate da una condizione di discriminazione che le escludeva dai diritti 'universali', i quali anche sul piano normativo erano riservati in realtà ai soggetti maschili. Il risultato di questo lungo percorso è un codice giuridico più egualitario, per cui si può dire che uomini e donne godono oggi degli stessi diritti fondamentali. 

Emmeline Pankhurst (1858-1928)

Questa uguaglianza, però, è di tipo formale, di tipo astratto, perché nei fatti o svalorizza la differenza sessuale o la rimuove in un processo di assimilazione al maschile. Emblematico è in questo senso l'andamento carsico della  normativa sul lavoro notturno delle donne e, sull'altro versante, la legge italiana sulla donna-soldato. Secondo la studiosa S. Welby, quel che distingue la struttura patriarcale tradizionale da quella contemporanea è che la prima rendeva subalterne le donne tenendole fuori dalla scuola e dal lavoro salariato, oltre che dalla politica; mentre "il patriarcato odierno non esclude la donna da certi luoghi, ma piuttosto le rende subordinate in ciascuno di essi, a cominciare appunto dal mondo del lavoro".

    Ragionando sulle coordinate della democrazia rappresentativa (piuttosto che sulle coordinate 'simboliche' della differenza sessuale), la maggioranza delle donne non ha intenzione di rintanarsi in oasi autoreferenziali e continua a lottare per una democrazia sostanziale che tenga conto delle differenze. E ritiene sia necessario mettere in atto alleanze tra donne di culture diverse nonché strategie di lungimiranza politica che diano valore nella sfera pubblica/privata alla soggettività femminile, conquistata con tanta fatica da bisnonne, nonne e madri 'reali'.

 

Le lavoratrici del tessile, 1910

Le lavoratrici della Buitoni, 1928

 

Cliccando sui singoli riferimenti, puoi leggere e/o scaricare la legge che ti interessa presso il sito della Provincia di Torino.

 

  ì PRINCIPI FONDAMENTALI

Articolo 3 della Costituzione Italiana

Articolo 37 della Costituzione Italiana

 

ì AZIONI POSITIVE

Legge 10 aprile 1991, n. 125
"Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro"

Legge 25 febbraio 1992, n. 215
"Azioni positive per l'imprenditoria femminile"

Decreto legislativo 19 maggio 2000
"Disciplina dell'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità e disposizioni in materia di azioni positive"

 

ì  LAVORO NOTTURNO

Legge 5 febbraio 1999, n. 25
"Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - legge comunitaria 1998", art. 17

Decreto Legislativo 26 novembre 1999, n. 532
"Disposizioni in materia di lavoro notturno, a norma dell'articolo 17, comma 2, della legge 5 febbraio 1999, n. 25"

 

ì  LAVORO PART-TIME

Legge 27 dicembre 1997, n. 449
"Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica", art. 39

Legge 23 dicembre 1998, n. 448
"Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo", art. 22

Legge 23 Dicembre 1999, n. 488
"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato", art. 20

Decreto Legislativo 25 febbraio 2000, n. 61
"Attuazione della direttiva 97/81/CE relativa all'accordo-quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES".

 

ì MATERNITA'

Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 sulla tutela delle lavoratrici madri.

Decreto Legislativo 25 novembre 1996, n. 645
"Recepimento della direttiva 92/85/CEE concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento".

 

Impagliatrici, 1960

Balie, 1905

 

ì PARI RETRIBUZIONE

Articolo 37 della Costituzione Italiana

 

ì PARITA' DI TRATTAMENTO

Legge 9 dicembre 1977, n. 903
"Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro"

 

ì RESPONSABILITA' FAMILIARI

Legge 8 marzo 2000, n. 53
"Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”
 

 

Mondine, 1912

Contadine, 1920

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La pagina è stata creata da M. Antonietta Pappalardo e pubblicata il 25 settembre 2004

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