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I mitici Film 

di 

Greta Garbo  

 

 


Gosta Berlin Saga (La saga di Gosta Berlin) 1924, muto. Regia di Mauritz Stiller

Die Freudlose gasse (La via senza gioia) 1925, muto. Regia di G. Wilhelm Pabst

The Torrent (Il torrente) 1926, muto. Regia di Monta Bell

The Temptress (La tentatrice) 1920, muto. Regia di Fred Niblo

Flesh and the Devil (La carne e il diavolo) 1927, muto. Regia di Clarence Brown

Love (Anna Karenina) 1927, muto. Regia di Edmund Goulding

The Divine Woman (La Divina) 1928, muto. Regia di Victor Siostrom (perduto)

The Mysterious Lady (La donna misteriosa) 1928, muto. Regia di Fred Niblo

A Woman of Affairs (Destino) 1929, muto. Regia di Clarence Brown

Wild Orchids (Orchidea selvaggia) 1929, muto. Regia di Sidney Franklin

The Single Standard (Donna che ama) 1929, muto. Regia di John S. Robertson

The Kiss (Il bacio) 1929, muto. Regia di Jacques Feyder

Anna Christie 1930, parlato. Regia di Clarence Brown; Versione in tedesco, Regia di J. Feyder

Romance (Romanzo) 1930, parlato. Regia di Clarence Brown

Inspiration (La modella) 1931, parlato. Regia di Clarence Brown

Susan Lenox, her Fall and Rise (Cortigiana) 1931, parlato. Regia di Robert Z. Leonard

Mata Hari 1932, parlato. Regia di George Fitzmaurice

Grand Hotel 1932, parlato. Regia di Edmund Goulding

As You Desire Me (Come tu mi vuoi) 1932, parlato. Regia di George Fitzmaurice

Queen Cristina (La Regina Cristina) 1933, parlato. Regia di Rouben Mamoulian

The Painted Veil (Il velo dipinto) 1934, parlato. Regia di Richard Boleslawski

Anna Karenina 1935, parlato. Regia di Clarence Brown

Camille (Margherita Gauthier) 1937, parlato. Regia di George Cukor

Conquest (Maria Walewska) 1937, parlato. Regia di Clarence Brown

Ninotchka 1939, parlato. Regia di Ernest Lubitsch

Two Faced Woman (Non tradirmi con me) 1941, parlato. Regia di George Cukor 

 

Con Conrad Neagel

Nel film "Il torrente", muto, 1926

Con Niis Asther

 

La locandina di "La regina Cristina"

Il personaggio

 del cuore: 

 

la regina

 Cristina di Svezia

Nel 1933 Greta Garbo parte per uno dei suoi viaggi in Svezia dove vivono ancora la madre e il fratello. Ha con sé in valigia una biografia della Regina Cristina, glielo ha prestata l'amica polacca Salka Viertel, che è una colta ed esperta sceneggiatrice e che firmerà molti copioni dei film di Greta a partire proprio da Queen Cristina (La regina Cristina, Il velo dipinto, Anna Karenina, Maria Walewska, Non tradirmi con me).

Greta Garbo sente di avere molte affinità con l'eccentrica, anticonformista sovrana svedese del 1600 che detestava il matrimonio, non amava gli abiti eleganti e sontuosi a cui preferiva, appena possibile, i più comodi abiti maschili, era bisessuale. Ad un ballo ufficiale presentò Ebba Sparte, la sua dama di compagnia, all'ambasciatore d'Inghilterra dicendo "Ecco la mia compagna di letto".

In Svezia Greta raccoglie documenti e notizie su Cristina, visita il castello di Upsala, si entusiasma dell'idea di fare un film su di lei: scrive alla Metro dicendo che è disposta a firmare un nuovo contratto (il vecchio era appena scaduto) a patto che si faccia un film sulla regina Cristina e che lei ne sia l'interprete principale; impone inoltre un massimo di due film all'anno a 250mila dollari alla volta! Mayer è livido, ma la Garbo è un gran richiamo per il box-office e soprattutto per le vendite in Europa, quindi accetta e Greta torna ad Hollywood.

A dirigere il film è chiamato Rouben Mamoulian, nato nel Caucaso, educato a Mosca ed a Parigi, ex regista teatrale, trentacinque anni, otto più della Garbo. Volitivi entrambi e reciprocamente rispettosi, si accordano sul loro lavoro in comune.

Salka Viertel cura la sceneggiatura, in cui inserisce monologhi e dialoghi direttamente presi dalla vita quotidiana della Garbo, frasi che lei ripeteva spesso, come "Sono stanca di essere un simbolo, un'astrazione, di non poter avere desideri, sentimenti, emozioni come quelli di tutti". E ancora, Cristina rivolta al suo primo ministro che le chiede "Maestà, volete morire zitella?" risponde "No, io morirò scapolo" come Greta amava ripetere.

La Regina Cristina ottiene critiche entusiastiche ma non è un successo commerciale; Greta non è soddisfatta del film, scrive agli amici in Svezia "Mi sono sforzata di fare un ritratto storicamente fedele della regina svedese, ma a Hollywood tutto si riduce a un orribile compromesso. Non c'è tempo per l'arte. E' tutta una questione di box-office, come lo chiamano loro"

Salka Viertel con il marito Berthold è tra le/i numerosi/e registi, scrittori/ici, attori/ici, musicisti che approdarono a Hollywood tra la fine degli anni Venti e i primi anni Trenta. Aveva studiato recitazione a Vienna e poi a Berlino dove aveva fatto parte del famoso teatro di Max Reinhardt: la sua casa ad Hollywood è tra i luoghi più vivi di incontro degli intellettuali europei (Stravinsky, Shoenberg, M. Reinhardt, Eisenstein, Thomas Mann, Upton Sinclair, E. Lubitsch, etc). Salka è arguta, brillante, colta e quando Greta la conosce ne rimane affascinata. Diviene la confidente e la consigliera di Greta; il loro legame durerà decenni sia pure con lunghi periodi di lontananza e di silenzio.

L'8 giugno 1993 alla Sotheby's di Londra sono state messe all'asta 66 lettere della Garbo scritte a Salka Viertel dal 1932 al 1973. "Sto pensando alla storia del film - si tratta di Maria Walewska, l'amante polacca di Napoleone, di cui Salka sta scrivendo il copione - e ti vorrei chiedere una cosa che forse non ti piacerà. Tu sai quanto io ami i pantaloni e forse sono ancora in tempo per chiederti di aggiungere una breve sequenza in cui Maria li indossa, magari vestita da soldato quando va a trovare Napoleone la prima volta nella sua tenda…" In un'altra lettera spedita dalla Svezia in cui parla del film La regina Cristina, dice che le sarebbe piaciuto girarlo in Europa ma "l'Europa è morta" scrive, si era nel '33 e l'ascesa del nazismo minacciosa "Così tornerò a Hollywood e faremo lì il film: ma tu sai quanto detesti quel posto"

Nel suo libro The Kindness of Stangers Salka Viertel scrive di Greta "E' intelligente, semplice, senza pose e possiede un gran senso dell'umorismo. E' molto divertente quando prende in giro se stessa mimando in modo caricaturale le tecniche di seduzione che tante volte ha portato sullo schermo. Ciò che mi ha affascinata sin dalla prima volta è stata la sua educazione, la sua cortesia e la grande sensibilità".

SCHEDA DEL FILM "LA REGINA CRISTINA"

Queen Cristina (La Regina Cristina) . Regia Rouben Mamoulian. Sceneggiatura Salka Viertel da un racconto della Viertel e Margaret F. Levine. Cast: Greta Garbo, John Gilbert, Ian Keith, Lewis Stone, Elisabeth Young, C. Aubrey Smith, Reginald Owen. Produzione MGM, 1933.

Il cancelliere Oxenstierna vuole convincere la regina Cristina di Svezia a sposare il principe Carlo, eroico soldato, ma Cristina ha un temperamento ribelle e indipendente e continua a ripetere che "vuole morire scapolo". Durante una cavalcata, in cui è travestita da cavaliere, incontra Don Antonio, ambasciatore di Spagna: a causa di una tormenta di neve si trovano a dividere una camera e … colpo di fulmine. Cristina non rivela la sua identità sin quando lui non arriva a corte. Decide di abdicare per seguirlo in Spagna, ma lui viene ucciso in duello dal suo ex amante. Cristina comunque parte.

Cristina di Svezia. Regina dal 1632 ancora bambina, inizia a regnare nel 1644 con la maggiore età ed abdica per incompatibilità con il potere nel 1653. Nel 1681 scrive a Roma La vita scritta da lei stessa e dedicata a Dio. Ex-regina, non rinunciò mai a considerarsi una sovrana, sia nel pensiero che nella vita.  

 

 

La carne e il diavolo (1927)


RegiaClarence Brown
Anno: 1927
Nazione: Stati Uniti
Durata: 112 m

Interpreti: Greta Garbo

        John Gilbert

        Lars Hanson

Il film: è muto ed è tratto dal romanzo "Es War" di Hermann Sudermann. In un principato del Nord Europa la fatale Felicitas induce l'amante a uccidere in duello il marito, ma poi sposa un terz'uomo. Alla fine morirà lei, sui ghiacci. Un melodramma fiammeggiante, il primo vero grande successo popolare di Greta Garbo anche per la risonanza data dalla stampa rosa alla sua relazione con John Gilbert. Celebre è la scena, in bilico sul sacrilego, in cui, al momento della comunione, la fatale Felicitas fa ruotare il calice che le porge il sacerdote per trovarvi la traccia delle labbra dell'amante.  

"La carne e il diavolo", muto, 1927

 

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Anna Christie (1930)        

E' il primo film sonoro di Greta Garbo. Anna Christie è tratto dallo omonimo dramma teatrale di Eugene O’Neill del 1921. Dopo il grande consenso ricevuto dai film muti, questo era atteso con preoccupazione e fu introdotto dallo slogan «La Garbo parla!». Fu un successo, di pubblico e di critica, al pari di tutti gli altri che saranno girati negli anni Trenta.  

Regia: Clarence Brown 

 

Anno: 1930
Nazione: Stati Uniti
Durata: 90 m

 

Interpreti: Greta Garbo
            Charles Bickford
            Marie Dressler

 

 

Il film

Tornata nella casa paterna, una prostituta pentita s'innamora di un marinaio che vorrebbe sposarla. Ma il padre si oppone alle nozze.  

 

L'attrice, unica vera ragione d'essere di un film piuttosto verboso e statico, ottiene la prima delle tre nomination al premio Oscar (le altre due sono per Margherita Gauthier e Ninotchka), ma lo vincerà soltanto nel 1954 ad honorem.  

 

Si racconta che quando Greta/Anna entra nello squallido bar del porto, sorregge una sgangherata valigia, è stanca, si siede a un tavolino e pronuncia la storica frase "Jimmy, un whisky con ginger ale a parte. E non fare l'avaro, baby", tutti sul set trattengono il respiro, compresi elettricisti e macchinisti.  

La locandina del primo film sonoro di Greta Garbo "Anna Christie", 1930

 

Greta Garbo e Charles Bickford in "Anna Christie"

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Grand Hotel, 1932

Regia: Edmund Goulding

Anno: 1932
Nazione: Stati Uniti
Durata: 113 m

 

Interpreti
Greta Garbo
John Barrymore
Joan Crawford
Lionel Barrymore
Lewis Stone

Wallace Berry  

Il film:Gente che va, gente che viene in un grande albergo di Berlino dove sembra che non succeda mai niente. Succedono, invece, molte cose, comiche e drammatiche in un intreccio fitto. Dal romanzo (1929) della viennese Vicki Baum una parata di star della M-G-M. Nel suo genere è un classico, sia pur leggermente appassito. I migliori della compagnia sono, forse, i due Barrymore. In un ruolo esiguo Greta Garbo lascia il segno. Ebbe l'Oscar per il miglior film. Fu rifatto nel 1945 con la regia di Robert Z. Leonard.

"Grand Hotel", 1929

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Anna Karenina, 1935

 



Regia: Clarence Brown  
Anno: 1935
Nazione: Stati Uniti
Durata: 95 m

 


Interpreti
Greta Garbo
Fredric March
Freddie Bartholomew
Maureen O'Sullivan
Basil Rathbone  

 

Il film: Trascurata dal marito, senatore Karenin, Anna s'innamora di un bell'ufficiale e fugge con lui, abbandonando anche il figlioletto. Costretta a rinunciare all'amante e non potendo tornare a casa, si getta sotto un treno. Fulgida nella parte della tormentata eroina di Tolstoj i cui panni indossa per la seconda volta, dopo Love di Edmund Goulding del 1927, Greta Garbo dà l'acqua della vita a un film corretto e illustrativo, con due o tre belle invenzioni di regia.

"Anna Karenina", 1935

"Anna Karenina", con Fredric March

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La locandina americana di "Maria Walewska"(The Conquest), 1937

La Garbo in "Maria Walewska"

 

Maria Walewska, 1937 

(The Conquest)

 



Regia:
Clarence Brown

Anno: 1937
Nazione: Stati Uniti
Durata: 112 m

 

Interpreti
Greta Garbo  

Charles Boyer
Reginald Owen
Henry Stephenson
Alan Marshall  

 

 

Il film:

Maria Walewska, moglie di un conte polacco, accetta di incontrare Napoleone Bonaparte per convincerlo a favorire la rinascita della Polonia divisa tra russi, tedeschi e austriaci. 

Nasce un grande amore. Lei gli dà anche un figlio dopo aver abbandonato patria e famiglia. 

Il critico P. Kael definisce il film "Decorativo, inaspettatamente di buon gusto, curato nei particolari, e senza vita". 

Pur risultando poco convincente come Bonaparte, Charles Boyer riceve una designazione all'Oscar. Di magico rimane soltanto lei.

 

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Greta Garbo e Robert Taylor

Greta nel ruolo di Margherita Gauthier

 

Margherita Gauthier, 1936

Regia:  George Cukor

 

Anno: 1936
Nazione: Stati Uniti
Durata: 108 m

 

Interpreti

Greta Garbo
Robert Taylor
Lionel Barrymore
Elizabeth Allen
Jessie Ralph

 

Il film

La storia infrangibile della Signora delle Camelie (1848) di Alexandre Dumas figlio: cortigiana si innamora di un bel giovane ricco che la ama, ma rinuncia a lui con la morte nel cuore, poi muore di tisi, tra le sue braccia. 

E', forse, la più grande interpretazione di Greta Garbo, in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle.

Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. 

Greta Garbo ebbe una nomination all'Oscar che però fu vinto da Louise Rainer per La buona terra.

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La Garbo finalmente ride

  Ninotchka, 1939

 

 

Regista: Ernst Lubitsch

 

 

Nazione: USA


Anno: 1939

 

 

Interpreti

Greta Garbo

Melvyn Douglas 

Bela Lugosi

 


Il film

Ninotchka è la commedia diretta da Lubitsch e lanciata con lo slogan «La Garbo ride!».

In questo film l’attrice, funzionaria sovietica in missione a Parigi, scopre l’amore e le tentazioni dell’Occidente corrotto.

E' l’ultimo successo di una folgorante carriera, rimasta ineguagliata.

La trama:

E’  una sorridente Greta Garbo, zelante commissario sovietico in gonnella inviata dal partito a Parigi col compito di controllare l'operato dei tre agenti incaricati di vendere un tesoro agli occidentali; il tesoro era però stato sottratto a una nobile russa che risiede proprio a Parigi, consolata da un amante indigeno, e che accampa ovviamente dei diritti sulla merce; tramite l'amante ha già corrotto i tre agenti, ed ora lo stesso giovane tenta di sedurre la bella commissaria; ma tra i due sboccia l'amore, e la nobile, tornata in possesso dei suoi gioielli, li baratta con l'amante; Ninotchka non se la sente di tradire il suo popolo e torna in patria, ma non ha rinunciato al giovane, che ritrova poco dopo a Costantinopoli, territorio neutrale. 

Se la Garbo è il polo melodrammatico del film, i tre goffi emissari in colbacco ne sono il polo comico, sicché il film può essere letto anche come condanna sentimentale e satira politica del comunismo; ma invece il comunismo è soltanto un'occasione per mostrare un tipo credibile di donna-maschio domata.

Ninotchka è maschio finché resiste alle barzellette del corteggiatore, si arrende al suo ruolo di donna mansueta nel momento in cui scoppia a ridere (quando lui cade in terra); e da quel momento è semplicemente felice. 

Ancora una volta si parte da una situazione innaturale, con la donna in posizione preminente, e si approda a un lieto fine che consiste nel rovesciare la situazione di partenza, nel normalizzare, cioè nel sottomettere, la donna. 

Satira dei provincialotti sovietici e dell'intransigenza comunista ma anche dei nobili cinici e arroganti.

 

 

Pagina creata da Maria Antonietta Pappalardo e pubblicata nell'ottobre 2006

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